"Per quanto mi veniva riferito dall’avvocato Giaquinto, a partire da un periodo che colloco tra dicembre del 2010 e gennaio 2011, questi si era incontrato con lei (qui Iorio si rivolge al pm Amato, che non può fare domande, ma deve solo verbalizzare la deposizione, ndr) e che bisognava, dunque, predisporre una memoria che ricostruisse la storia dei ristoranti, documentazione che le avrebbe poi depositato. Nel corso del tempo apportavano di volta in volta correzioni a questa memoria in quanto lui mi diceva che si incontrava periodicamente con lei all’Holiday Inn e che, dunque, la valutava indicando di volta in volta eventuali modifiche da fare. Questo è andato avanti fino al mese di giugno, momento in cui lui avrebbe depositato in Procura questa memoria che tuttavia lei non avrebbe accettato per mancanza di una nomina formale". napoli eu
I processi sono la parabola della vita : quando sembra che tutto si sia arenato, arriva il perfect storm .
Che le notizie siano state passate a Iorio dagli avvocati e non da Pisani, quello mi pare abbastanza scontato .
E secondo la mia tesi, probabilmente Iorio riferi' a Pisani che, come da intercettazioni, replico' con il famigerato "metti le carte a posto", un semplice invito a regolarizzare la propria posizione .
Non so perche' Pisani non ammetta almeno questa circostanza, ma forse sa che la procura sarebbe pronta a saltargli addosso e demolirlo su questo punto .
Veritiera e' anche la data della rivelazione : l'ispettore Serpico colloca il primo momento di fibrillazione, come ama dire lui, tra Dicembre 2010 e Gennaio 2011 .
Il mistero e' questa serie di incontri tra l'avvocato, che ovviamente smentisce e abbandona, sapendo che difficilmente le circostanze potranno essere provate, e quindi teme le reazioni della procura, e il pubblico ministero Amato .
Pero' tornano alla mente le manovre un po' torbide, taciute alla stampa, e forse alla procura stessa, dell'allora procuratore capo, che chiese la promozione e non il trasferimento del poliziotto Calabrese .
E verrebbe naturale anche rispolverare quelle storiacce venute alla luce sulla stampa nel corso dei primi mesi del dibattimento, sul famoso dossier che la difesa era disposta a tirare fuori a mo' di redde rationem , o i presunti personalismi che sembrano attraversare questo processo e le rivalita' Cagnazzo-Pisani, con procura e questura che non se le mandano a dire .
Il dott. Amato, oltre che magistrato integerrimo e asservito alla causa della giustizia, appare come persona molto determinata , e a tratti imprevedibile .
All'epoca la pedina Lo Russo non costituiva una certezza di vittoria, cosi' come lo e' oggi, alla luce dei risultati ottenuti dopo le sentenze in altri processi .
Che la procura stesse conducendo una trattativa, sul modello di quelle che avvengono nel sistema legale Americano, garantendo danni minimi a Iorio e un risultato certo per se stessi ?
Sono tutti scenari che vanno al di la' del processo, ma che in questo Paese si verificano .
Purtroppo essendo al di fuori dell'ambiente Napoletano posso solo fare deboli congetture in cerca di risposta .
Ma ipotizzando che il tutto sia falso, a che pro Iorio prenderebbe questo rischio ?
Ribadisco quello che avevo consigliato mesi fa in un post : se Amato facesse un passo indietro sulle accuse, e rinunciasse a voler legare a tutti i costi Pisani alla camorra, servendosi di Iorio come ponte, potrebbe essere certo di ottenere un risultato finale positivo, e un verdetto piu' veritiero .
Cio' che si puo' imputare a Pisani, e' di aver lasciato mano libera a certi suoi collaboratori .
Tutto la' .
Nessun commento:
Posta un commento