venerdì 2 marzo 2012

Lacune normative

La relazione sulla politica dell'informazione per la sicurezza, presentata giorni fa, cita come risultato positivo, nella lotta al terrorismo di matrice Islamica presente nel nostro Paese, il caso dell'arresto di un Imam Marocchino, M’Hamed Garouan, e dei suoi adepti, che secondo la Digos di Catanzaro, erano dediti a presunte attivita' di addestramento alle azioni violente con finalita' di terrorismo, radicalizzazione e proselitismo, .
Alcuni mesi dopo, il tribunale del riesame annullo' l'ordinanza di custodia cautelare, con motivazioni che gettavano un velo di sospetto sull'intera operazione Hanein e ridicolizzavano l'operato dell'intelligence :

la prima lacuna investigativa riguarda il mancato accertamento sia della effettiva idoneità dell’opera svolta dai cautelati ad addestrarsi e ad addestrare, sia del reale conseguimento dello scopo e cioè della loro raggiunta abilità a porre in essere gli atti violenti terroristici menzionati.
Gli esiti dell’attività intercettava non appaiono illuminanti in tal senso, anzi, da essi sembrerebbe potersi desumere che la condotta dei tre islamici si sia limitata alla lettura, alla visione, alla reciproca discussione e alla divulgazione dei contenuti degli anzidetti documenti informatici.
In definitiva  nessun elemento in atti consente di poter asserire, se non surrettiziamente, che i Garouan e il Dahhaki abbiano realizzato una scuola di preparazione ed esercitazione volta ad ammaestrare uno o più soggetti per la fabbricazione o l’utilizzo di armi ovvero per il compimento di operazioni terroristiche, nè, tantomeno, che gli stessi tre indagati siano stati destinatari di un’attività di addestramento che li abbia resi competenti ad adempiere simili azioni violente ed estremistiche».
«Le indagini  non hanno neppure consentito di appurare se i tre musulmani si stessero accingendo a elaborare programmi concreti volti a mettere in pratica le nozioni che andavano apprendendo o comunque trasmetterle a soggetti che potessero metterle in pratica».
catanzaro web

Si tratta di parole molto pesanti che a un pubblico poco avvezzo a questioni di polizia giudiziaria, sembreranno di condanna e delegittimazione della polizia e dei metodi usati .

In realta', la sentenza esprime semplicemente la mancanza di mezzi legislativi atti a condannare certe attivita' .
Da Musulmana che si interessa da anni al terrorismo di matrice Islamica, nella speranza che prima o poi si estingua, posso dire che se nell'attivita' di visualizzazione e ascolto di certo tipo di materiale, non v'e' dolo, e' sicuramente presente una minaccia che puo' trasformarsi in rischio, per usare una terminologia d'intelligence,  quando la vulnerabilita' del sistema aumenta in seguito a criticita' .

Ovviamente non possiamo limitare le liberta' civili delle minoranze, in base a supposizioni sulle intenzioni, ma bisogna creare leggi che permettano di censurare certi comportamenti e proteggerci dal pericolo .

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