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venerdì 19 maggio 2017

Forse è meglio rimandare le elezioni trapanesi

Tra arresti e soggiorni obbligati l'unica certezza è il sindaco attuale appena rientrato da un viaggio a Tunisi dove ha stretto accordi per scambi commerciali e culturali.

Nel frattempo invece Haji Qasem è andato a votare.
Casualmente accompagnato da un reduce siriano e sempre per caso fotografato con presa da rugby sul collo di un bambino poco convinto della mossa.

giovedì 27 aprile 2017

Dimentichiamoci questa citta'

I due, tra l’altro, ne hanno combinate tante insieme, l’ultima fu quella di fare eleggere Sindaco a Trapani nel 2012, lo sconosciutissimo e generalissimo dei carabinieri Vito Damiano. Il quale ha fatto, in verità, più l’uomo d’ordine che il Sindaco. E i due lo rinnegarono subito dopo, rendendogli la vita impossibile. Damiano ha fatto cinque anni, travagliati, nel quale ha resistito ad attacchi quotidiani, mozioni di sfiducia. Non vede l’ora di farla finita, e di andarsene via da Trapani, dove è stato un uomo molto solo al comando. ilmattinodisicilia

Non si può abbandonare una città con un mare così meraviglioso.
E dove se ne andrebbe poi ?

Mentre ascoltavo le prime interviste da campagna elettorale del senatore D'Alì mi sono ricordata di quando Silvio Berlusconi fece tappa a Pescara con la nave. Un evento da queste parti. Andammo io e mio padre giusto per il gusto di vederlo scendere e fare la passerella visto che eravamo suoi elettori. Lui andò dritto dentro al porto turistico mentre Salvo Sottile si soffermava a stringere mani.
Non so perchè lo votavo ma oggi quella politica sa di vecchio ed è intrisa di ipocrisia. Un pò come i discorsi del senatore D'Alì sulla grande città. Una proposta che si fa di solito a tempo di elezioni. A Pescara quando spuntò fuori l'idea di unirla ad altri tre-quattro paesoni non piacque a nessuno. La gente che va a lavorarci vorrebbe semplicemente non pagare le multe. Per il resto alla burocrazia ci si è fatta l'abitudine. E ci terremmo anche a mantenere le nostre identità.
Ma bastano i fasti dell'America's cup a richiamare consensi ? Poi non direi che l'amministrazione Damiano non ha creato occasioni per eventi sportivi e culturali. Il generale si è ritrovato una città con un mare di problemi ed un esercito di politicanti che ha reso la vita un inferno a lui e a Trapani.
E i contatti di cui può disporre un sindaco sono importanti ma bisogna saperli usare.
Alla fine i problemi che contano per noi cittadini sono sempre le buche, il traffico, le tasse e le multe. I servizi. La vivibilità. Se il senatore D'Alì riuscirà a risolverli e contemporaneante a creare un polo da mille e una notte, come mi pare voglia fare a giudicare dalle sue dichiarazioni, allora tanto meglio.
Sarebbe già abbastanza comunque se si dedicasse al servizio esclusivo della gente così come ha fatto il sindaco Damiano.

sabato 22 aprile 2017

Questo è un uomo

Gente che è ancora, e sempre, esposta a bombardamenti ed attentati - "Ritengo doveroso, come appartenente all'Umanità e rappresentante della mia Comunità, - " dice il Sindaco di Trapani Vito Damiano, autore dell'iniziativa" - esprimere il cordoglio giornaliero della mia Città, sempre aperta all'accoglienza e all'integrazione, per quanti quotidianamente, nelle diverse parti del mondo, muoiono per azioni terroristiche o per crimini di guerra di cui scarne se non alcuna notizia viene data all'opinione pubblica occidentale. È d'obbligo manifestare il nostro cordoglio – "continua il Sindaco" - non solo per i fatti che ci toccano da vicino e che feriscono il così detto mondo occidentale, ma anche per quelle stragi di innocenti che ogni giorno in Africa, Medioriente, Asia e in ogni altra parte del mondo si consumano fra l'indifferenza generale. Pertanto, - "conclude Damiano" - Il vessillo comunale rimarrà perennemente listato a lutto in segno di condivisione della sofferenza altrui e consapevolezza delle nefandezze e della violenza comunque esercitata."Comune di Trapani

Invece di andare a caccia di voti sbandierando il martirio dei cristiani come fanno quelli che piazzano i figli  nelle enews, il sindaco di Trapani fa affidamento su un approccio globale senza andare nel particolare. Il che ha una sua efficacia perchè è sintomo di concretezza.
Non c'è bisogno di fingere empatia regalando una cittadinanza o mettendosi in mostra con un selfie. Basta questo tipo di orientamento a scongiurare l'emarginazione delle seconde generazioni e dei convertiti che è poi propedeutica alla radicalizzazione.
Quando il governo piange solo i morti propri per convenienza, ignorando quelli dei Paesi di provenienza di molti che vivono in Italia, questo atteggiamento viene percepito come ostilità verso le proprie radici culturali e religiose. E nel caso italiano, pare non essere una mera questione di percezione.

lunedì 17 aprile 2017

L'ira di Vito il restrittivo

“Che Iddio perdoni tutti i consiglieri, perché non sanno quello che hanno fatto, non a me, ma alla Città”. 

“Tale modifica – si legge in una nota – avrebbe consentito, unitamente ad altre misure restrittive, di poter chiudere in pareggio il bilancio di previsione 2017, dando la possibilità a questa e alla futura amministrazione di continuare ad amministrare la Città”. lasberla

Gli uomini sismici hanno una spiccata tendenza alla spettacolarizzazione che li rende affascinanti.

Al mio paese il consiglio comunale ha deciso la riduzione del 15% della Tari e l'esenzione totale per gli esercizi che aderiscono alla campagna contro la ludopatia rimuovendo le macchinette da gioco dai loro locali. Pare che il contratto con la Global Services sia abbastanza vantaggioso.
Non siamo un paesone come Trapani però.

Il sindaco ha ragione.
Però sapeva benissimo che queste sono le dinamiche da periodo elettorale.
Non è che anche lui ha fatto apposta a metterli spalle al muro ?

venerdì 27 gennaio 2017

Lo prendono in giro

Vito Damiano potrebbe essere il sindaco ideale dei Cinque Stelle, però. E’ certamente onesto. Ha amministrato Trapani per cinque anni, ha avuto fra le “mani” centinaia e centinaia di milioni di euro, senza mai nessuno abbia potuto solo adombrare un fatto di corruzione o di semplice clientelismo. Quindi non onesto a parole, come posso essere io, ma onesto “certificato” da cinque anni di onesta amministrazione. E’, in più, certamente esperto perché conosce il funzionamento del Comune ormai. E’ stato, probabilmente, incapace di soddisfare tutti i bisogni dei cittadini, ma in questo è perfettamente in linea coi sindaci grillini di Roma, Virginia Raggi (103° posto), e di Ragusa, Federico Piccitto (98° posto). I ragazzi del Meetup di Trapani ci facciano un pensierino su. Che l’idea Damiano sia un’idea vincente per vedere una bandiera pentastellata svolazzare sul balcone di Palazzo d’Alì? Natale Salvo

E' il destino dei sismici.

A me francamente questa classifica del giornale di confindustria (teniamo presente il marchio) non ha mai convinto. Se potessi, mi trasferirei in Sicilia per votarlo anche se pare molto destro. Ci ha messo il cuore ma anche il cervello nella gestione di una città molto complessa. Merita di più.

giovedì 8 settembre 2016

Cucina povera e umile fatta d'ingenuità

“Ribadisco l’appello a tutti gli operatori commerciali – dichiara il Sindaco Vito Damiano – affinché collaborino nel mantenere le adeguate condizioni igieniche e decoro di tutta l’area mercatale. Invito, ancora, gli operatori del settore a mettersi in regola al fine di poter usufruire degli spazi all’interno dell’area mercatale dalla quale altrimenti verranno espulsi”.
alqamah

Da quando sono tornata dall'Oman sono rassegnata a mangiare pesce surgelato, visto che quello dell'Adriatico non è nemmeno paragonabile alle creature del Golfo.
E non m'intendo molto di questioni di mercati e permessi.
In terra d'Arabia ti trovi la carretta del pescatore anche in mezzo al deserto.
Però mi pare che un sequestro di 75 Kg. sia sintomo di una situazione fuori controllo da parecchio tempo. D'altra parte non si può mettere una sentinella ogni giorno a controllare quanti abusivi ci sono.
Immagino che il generale Damiano voglia ricandidarsi l'anno prossimo.
Sicuramente ce la farà, visto il buon lavoro fatto nonostante le difficoltà.
Se fossi da quelle parti lo voterei, anche se quella destra che lo sostiene è ostile a quelli come me che, pur essendo italiani, hanno fatto scelte diverse in materia di religione.
Però oltre alla mancanza di idee e democrazia che caratterizza quest'epoca politica, come sottolineato dall'onorevole D'Alema, mancano gli uomini di spessore. Il sindaco di Trapani di sicuro è figura sulla quale si può fare affidamento al di là delle ideologie.

domenica 21 agosto 2016

Luglio sismico nell’emirato di Trapani.

Comprendo le legittime preoccupazioni esternate dal Consigliere Delegato dell' Ente Luglio Musicale; preoccupazioni che sono le stesse dell'Amministrazione che, da mesi, unitamente agli uffici preposti – che, per quanto dichiarato dal Consigliere Delegato mi terrebbero in ostaggio - si sta sforzando di ricercare ogni possibile soluzione percorribile, sotto il profilo della legalità e del rispetto delle norme, ai gravi problemi economico-finanziari che affliggono l'Ente Luglio Musicale, Ente che, per la sua alta valenza culturale, oltre che per rappresentare l'identità culturale dell'intera collettività trapanese, non può e non deve cessare di esistere, pur se ritengo tali esternazioni fuori luogo e non rispondenti alla realtà. Comunque, mettendo da parte polemiche che, di certo, non giovano al raggiungimento dell'obiettivo comune, sulla questione è stato chiamato a pronunziarsi anche il Consiglio Comunale convocato d'urgenza per la valutazione di una proposta prodotta dai competenti Uffici e presentata dall'Amministrazione. Vito Damiano Sindaco


Il fatto è questo.
A Febbraio di quest’anno un terremoto ha colpito l’Ente Luglio Musicale trapanese.
Il previsto finanziamento di 500000 euro da parte del fondo unico regionale dello spettacolo è stato portato a soli trentamila, perché il resto andrebbe a strutture più grandi. Che di per se sarebbe già una stranezza in quanto il fondo è stato creato proprio per rimediare all’enorme sbilanciamento tra i finanziamenti ricevuti dai teatri più grandi di palermitano, catanese e messinese, e quelli più piccoli che hanno comunque diritto ad essere finanziati in base alla performance globale realizzata.
Il luglio Musicale trapanese di certo lo è, visto che a detta sia del sindaco che del consigliere delegato, è riuscito con l’ottima performance degli ultimi anni a risanare una forte situazione debitoria.
A Gennaio di quest’anno il generale Damiano aveva annunciato che al di là del passivo di soli 19000 euro, l’Ente poteva contare sull’apporto di 430000 euro del comune. E il consigliere De Santis ha ricordato anche la possibilità di disporre di quasi due milioni e mezzo di euro di fondi pubblici del ministero dei beni culturali e dello sviluppo economico. Soldi che saranno erogati solo se i debiti verranno ripianati entro la fine di Settembre.
Nel frattempo sia lui che altri dipendenti, sono rimasti senza stipendio.
La cosa strana di tutta questa faccenda, è che ci sono voluti parecchi mesi prima di arrivare ad una delibera di giunta che darebbe via libera, bilancio comunale permettendo, all’erogazione dei fondi dal comune all’ente. Prima del Ferragosto e dopo un paio di sedute molto accese, è arrivato il semaforo verde. Ma secondo il consigliere delegato in tutti questi mesi il sindaco Damiano è rimasto “ostaggio dei burocrati comunali” che hanno tentato di chiudere l’Ente per nascondere una gestione amministrativa al limite della legalità. Questione questa, che dovrebbe essere sotto esame da parte della procura.
Insomma ci saranno alla fine i soldi e veramente il sindaco è stato ostaggio e nulla sapeva di queste presunte gestioni finanziarie passate disastrose poco ortodosse ? E nulla ha a che fare, la rumorosa presa di posizione del consigliere delegato che, senza accusare di nulla il sindaco lo ha comunque chiamato in causa in maniera netta, con il fatto che la sua nomina a sovrintendente è per il momento congelata ?


Foto Vito Damiano Twitter

domenica 24 luglio 2016

L'altra metà del cielo che non ama Marco Mancini

Legislatura 16ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 263 del 06/10/2009 COSSIGA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della difesa - Si chiede di sapere dal Presidente del Consiglio dei ministri, nella sua qualità di vertice politico del sistema di informazione per la sicurezza, e dal Ministro della difesa: se corrispondano al vero le informazioni fornite dal generale dei Carabinieri Bonzano - già noto per il modo con cui ha fatto carriera e per le modalità delle sue partecipazioni a esami e concorsi, direttore del Dipartimento per la sicurezza del personale e delle strutture logistiche dell'Agenzia per le informazioni per la sicurezza esterna (AISE) - al Presidente del Senato della Repubblica in visita in Afghanistan e ai suoi collaboratori, e secondo le quali prima dell'arrivo del presidente Schifani nell'area, in essa sarebbe stato ritrovata una "auto-bomba" e tre missili terra-terra e terra-aria, e come mai queste informazioni non siano state fornite al seguito del Presidente prima del suo arrivo in aereo nella zona, ma soltanto dopo, ad Abu Dhabi, tappa per il ritorno in Italia; inoltre, che cosa ci stesse a fare al seguito del Presidente del Senato il generale Bonzano, dato che ad altri e diversi enti di polizia ordinaria e militare erano affidati i compiti di scorta e tutela della sicurezza, salvo che per mettersi in mostra e incassare la cospicua trasferta, data anche la sua ben nota e totale incapacità a svolgere compiti diversi da quelli di far pedinare uomini politici e membri del Parlamento. (2-00118)

Si può tentare di mascherarlo con un pò di rossetto definendolo picconatore, ma di certo il senatore Cossiga non passerà alla storia per correttezza ed educazione.

Nel dossier di Chiocci sono tornate a galla alcune figure che avevamo imparato a conoscere nel corso degli anni in seguito alle vicende giudiziarie relative al caso Telecom e Abu Omar .
Si tratta più che altro di nominativi che poco dicono al cittadino ordinario e che fanno parte, o lo sono stati, della galassia Sismi-Aise. Secondo quanto sostenuto dal dottor Mancini, in maniera molto poco diretta e attraverso testate giornalistiche ed interlocutori politici a lui vicini, ci sarebbero nell’agenzia funzionari che gli sono da sempre ostili e che hanno tentato di approfittarsi delle sue traversie in modo da allontanarlo dal servizio per poi ridisegnare la mappa gerarchica e i poteri occulti che la sostengono.

Il generale Giovanni Bonzano appartiene alla nidiata Piccirillo che si trasferì al Sismi dopo il servizio prestato nell’Arma. Servizio che lo vide reclamare in maniera decisa l’identità militare dei carabinieri. I discorsi che andavano di moda negli anni novanta sulla smilitarizzazione non lo entusiasmavano affatto. La vicenda a cui faceva riferimento il senatore Cossiga nell’interpellanza appartiene ad una delle tante strumentalizzazioni politiche dell’epoca. Il viaggio lampo del presidente Schifani ebbe luogo all’indomani di un attentato che colpì i militari italiani di stanza in Afghanistan. In Italia si ebbe notizia del disinnesco attorno alle dieci di sera. Evidentemente il presidente del senato ne fu messo al corrente dopo le verifiche del caso.
Tra l’altro il generale Bonzano nel 2011 sarebbe stato messo praticamente a riposo relegandolo agli archivi. Non sembrerebbe quindi il tipo descritto con parole tanto dure . Risulta essere consulente della commissione Moro.
La foto tratta dal giornale Gente, e conservata sul sito dell’università della Calabria, dovrebbe risalire al periodo 2006-2008, quando il prefetto Gabrielli venne chiamato a guidare il Sisde-Aisi.
Tra i primi a laurearsi al termine del primo corso di master in intelligence, ci fu l’allora tenente colonnello del Ros Valerio Giardina. Quando si sparse la voce che Marco Mancini stava per dare l’addio alla sede di Vienna per tornare in Italia, una giornalista calabrese, che chiacchiere di politici locali almeno all’epoca davano come molto vicina al colonnello, fu tra i primi a darne notizia su una testata con la quale collaborava. Coincidenze che a noi donne non sfuggono.

“Tale Cassano” come indicato nei verbali di Ravenna, dovrebbe essere quel Giuseppe Cassano che, in vista dell’addio forzato del generale Pollari all’indomani della bufera Abu Omar, fu messo a guardia del forziere dei segreti dei servizi in qualità di dirigente della sicurezza generale. Più che per blindare passato e futuro all’interno del Sismi, come scrissero i giornali a proposito delle nomine a raffica, forse la mossa era soprattutto tesa a proteggere l'esecutivo. Con il senno di poi, non sarebbe sbagliato affermare che un po’ tutti i governi che si ritrovarono quel Sismi in organico, erano succubi dell’agenzia e del suo direttore. Andarsene all’improvviso equivaleva a lasciare non solo loro, ma anche la sicurezza nazionale allo sbando. Difficile capire come e perché il dottor Mancini si sentisse o si senta tuttora minacciato da questo Cassano. Magari un giorno il lughese attaccabrighe ce lo spiegherà.

Di Nicola Boeri abbiamo sentito ampiamente parlare nei mesi scorsi quando il direttore dell’Aise preso da una voglia di rinnovamento improvvisa (?) lo fece tornare dalla Russia, e gli affidò la direzione del centro analisi, che avevamo capito da tempo essere carente proprio in materia di analisi. Franco Bechis, ormai biografo ufficiale del reparto giovani del Sismi-Aise, non lo ha classificato tra gli uomini di fiducia del direttore. Ma i rapporti nell'intelligence si sa, sono come le storie d'amore. Bisogna accontentarsi di quello che si ha. Che magari è anche di più di quello che si potrebbe avere.

L'accoppiata Manenti-Boeri sarebbe stata la carta vincente giocata per la liberazione di Federico Motka. Evidentemente entrambi hanno buone entrature nell’intelligence turca che è solita gestire queste operazioni grazie agli ampi margini di flessibilità di cui si serve per intrattenere rapporti con gruppi dediti a questo tipo di redditizia attività. All’epoca non ci furono le strumentalizzazioni del caso, circa l’esoso riscatto pagato per il giovane italiano, così come si verificò all’indomani della liberazione delle due donzelle votate alla causa dei ribelli siriani. Operazione che sarebbe stata anche questa gestita da Boeri e che ci ha fatto guadagnare la fama di dispensatori di denari. Esaminando comunque la casistica degli ultimi dieci anni e più, si nota come, pur essendo il nostro Paese nel mirino dei rapitori , prevalga alla fine il numero dei rapimenti perpetrato dai non state actors. Soggetti quindi, al di fuori della galassia jihadista e dei quali è difficile analizzare intenzioni e reale capacità o volontà di premeditazione. Considerazioni queste, che poco interessano ai politici.


E chiudiamo questo giro di Sismi-Aise boys anti-tortellino con due personaggi anch’essi invisi al senatore Cossiga secondo il quale, il generale Vito Damiano messo a capo del controspionaggio dopo la vicenda Abu Omar e successivamente sulle barricate, assieme al capo di gabinetto De Pinto e al generale Bonzano, per far calare il sipario sull’era Pollari, avrebbe intrattenuto rapporti con magistrati. Da una cabina telefonica situata all’interno di Forte Braschi. Che effettivamente è uno scenario classico per i nostri servizi. Probabilmente al senatore era piuttosto indigesto il mentore politico del generale, quando questi decise di mettersi al servizio della cittadinanza di Trapani, e che era il senatore D’Alì. Fece arrabbiare i trapanesi una presa di posizione del novello sindaco secondo il quale non bisogna parlare di mafia sennò le si dà troppa importanza. Posizione legittima da un punto di vista sbirresco, ma che poco senso ha, in una regione che ormai campa di antimafia e in una città come Trapani, sede di intrecci storici tra Gladio, massoneria e mafia.

Dell’ammiraglio di squadra (all'epoca di divisione) Michele De Pinto si sa poco e niente, se non che amava riorganizzare uomini e strutture a seconda delle proprie esigenze . E che apparteneva alla cordata Foffi-Branciforte.











*Come al solito il post è frutto di un lavoro di ricerca ed analisi su materiale reperito in rete.
Mi scuso con i soggetti citati per eventuali inesattezze.