lunedì 28 settembre 2026

Priorità probabilmente

 M. Giordano La verità

Fuori dal Coro da min. 8.16 lettera presunto appartenente servizi segreti.


Nel campo dell'antiterrorismo la priorità è che non ci siano morti.

I perimetri giuridici dell'attività di prevenzione possono essere diversi.

Quello italiano è molto ristretto. L'allarme scatta al primo Allah Akhbar incontrato in rete.

Le valutazioni finali devono per forza di cose alla fine incontrarsi.

L'operativo è un anello della catena.

Nel contesto italiano le valutazioni sono fatte assieme a polizia di prevenzione e Digos dopo che i dati raccolti sono stati messi a confronto ed elaborati dagli analisti sulle basi delle conoscenze che si hanno su fenomeno, contesto e casistica. Il processo è seguito all'interno del CASA.

Questi dettagli, e anche chi e come ha autorizzato la dichiarazione scritta inviata al programma, potrebbero essere oggetto di discussione al Copasir il prossimo mercoledì.


La taqiyyah viene adottata dalle reclute di Daesh nella fase preparatoria dell'attentato.

Quella cioè in cui gli istigatori plasmano il potenziale attentatore attraverso il grooming che è un processo simile a quello messo in atto dai pedofili per sottomettere i minori ai propri voleri in modo da non destare sospetti tra i conoscenti e attirare l'attenzione degli apparati di sicurezza.

Il taglio, o anche la crescita della barba a seconda delle abitudini del soggetto, corrisponde all'abbigliamento scelto dai ragazzi affetti da autolesionismo che tendono a coprire braccia e gambe per celare la trasformazione che si sta attraversando.

In vista del martirio vengono adottate tutte le indicazioni derivanti dalla pratica profetica.

La barba è una.

Come ha giustamente annotato il giornalista El Khoudri presentava gli atteggiamenti tipici del lupo solitario. Il che non è sufficiente ad inquadrarlo come terrorista.

Infatti dalle evidenze investigative finora emerse non risultano contatti o reti di appoggio.

Il grado di consapevolezza non esclude la malattia psichiatrica di cui famiglia e autorità sanitarie territoriali erano a conoscenza. 

Il profilo tipico della recluta di Daesh è il marginalizzato.

Che si tratti di una seconda generazione o di un convertito questi trova nella violenza e nella ideologia promosse da Daesh la ragione di vita. Quella che gli permette di esprimere la propria identità di persona ritornata all'Islam.

Nel caso in esame pare esserci un uso mirato delle tecniche violente insegnate da Daesh per dare sfogo alle proprie frustrazioni. Il rifiuto di cui sarebbe stato oggetto ad esempio in ambito lavorativo.

E' come se un operaio in cassa integrazione o disoccupato da anni, con famiglia a carico, trovasse in rete vecchie interviste e testimonianze di brigatisti rossi ai processi che li vedevano imputati.

E decide così di mettere fuoco alla fabbrica che lo ha licenziato o di rapire e torturare il datore di lavoro.

Si tratterebbe tecnicamente di un atto terroristico.

Ma non riconducibile alle brigate rosse.



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