sabato 26 settembre 2026

Mezzo salvato


Dai resoconti letti e discussi nelle ultime settimane si può concludere che Netanyahu fosse stato avvisato che qualcosa di grande era in arrivo dalla striscia.

Gli interlocutori e le modalità messi a confronto con gli interessi in gioco ne hanno determinato la percezione.

Non è da escludere anche che il primo ministro israeliano giudicandola una come tante abbia ritenuto utile sfruttare l'offensiva per fini politici.

Potrebbe avere avuto il sospetto che l'alert fosse una manovra architettata dai governanti dell'area.

Da esperto di questioni di sicurezza come lui ritiene di essere non avrebbe comunque dovuto ravvisare alcuna atipicità nella doppia comunicazione in un frangente ristretto di tempo.

Ciò che questa vicenda insegna è che un governo che autorizza un'operazione congiunta con gli apparati di sicurezza israeliani nel bilancio rischio-beneficio deve tenere in conto possibili conseguenze negative.

E deve essere ritenuto responsabile qualora queste conseguenze si verifichino.


Foto al masrawi

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