lunedì 21 settembre 2026

Che cosa ci vuoi far

 

All’inizio dell’anno scolastico non auguriamo soltanto buoni risultati. Auguriamo alle nostre scuole di essere comunità capaci di generare fiducia, passione e responsabilità; luoghi in cui nessuno si senta escluso; laboratori di umanità in cui la tecnologia sia al servizio della persona e non la persona al servizio della tecnologia. Auguriamo loro di custodire il tempo lento dell’ascolto, dello studio, della meraviglia, del confronto vero, senza i quali nessuna libertà interiore può crescere. La scuola non è uno spazio da attraversare in fretta: è, ancora oggi, un cantiere decisivo del nostro futuro comune. Card. Zuppi

La nota positiva del trambusto di questi giorni è che in tanti ci siamo messi alla ricerca dei dati e delle norme che già esistono.
Abbiamo chiesto ad insegnanti ed allievi.
Abbiamo cioè scoperto che la realtà non è così come si poteva immaginare dalle anticipazioni fatte dal ministro competente qualche settimana fa e dal capo del partito di maggioranza giorni addietro.
E' una realtà complessa e problematica che esige attenzione ed equilibrio per essere aiutata.

Di tutta questa vicenda mi e' spiaciuto il modo in cui si è sviluppata.
I bambini oggi hanno accesso a media e internet. Capiscono più di quanto immaginiamo.
Non è bene che ascoltino certi discorsi.
Da ex cattolica e soprattutto da italiana mai avrei immaginato quando ho iniziato a seguire la politica ai tempi di Bonino e Pannella che un giorno avrei ascoltato anch'io certi discorsi.

Update tiggì uno della sera

Alla mamma egiziana preoccupata per  i troppi bambini stranieri andrebbe spiegato che l' italiano si può imparare anche o soprattutto al di fuori del contesto scolastico.

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