venerdì 21 agosto 2026

For all and justice

Akin Gurlek 

In attesa della reazione del ministro Tajani.

Qualche giorno fa è partito il tam-tam social secondo il quale il presidente Erdogan avrebbe telefonato al primo ministro pachistano per chiedere la liberazione di Imran Khan.

La notizia era talmente poco credibile che non non si sono rese necessarie smentite ufficiali.

La vicenda del capo di PTI dovrebbe essere materia di studio per Saddam in modo da comprendere quanto possono essere subdoli gli americani.

Poi è arrivata l' intervista dell' attivista autoesiliato a Dubai che prometteva non si capisce a che titolo che Imran Khan in caso di liberazione se ne starebbe zitto e buono.

Come se uno passati i settant'anni, trattato come carne da macello e senza il conforto dei figli potesse avere ancora velleità.

Così è partito un altro tam-tam su eventuali trattative dietro le quinte.

Alla fine è arrivato il momento dell' uscita dal carcere.

Seguita passo passo dalla gente lungo le strade e sopra ai ponti e montata ad arte sui social.

Imran Khan è uno che per natura e per destino non farebbe mai un patto con il nemico.

Non gli è rimasto molto da perdere. Nemmeno da guadagnare.

L' impressione è che il partito si senta sotto pressione e non riesca più ad utilizzarlo come bandiera. A questo punto conviene scaricarlo.

Anche su questo dovrebbe riflettere Saddam tra un volo e l' altro.


Update la risposta 

Israeli PM

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