mercoledì 8 luglio 2026

Di cartucciere e sorrisi

L' esame di botanica farmaceutica era propedeutico a quello di farmacognosia.

All' epoca l' esame risultava ostico a causa di un docente molto esigente. Che è cosa buona e giusta vista l' importanza della materia.

Però questo insegnante oltre ad essere un po' bizzarro si metteva di traverso apposta perché gli studenti animati dal sacro fuoco degli esami ritenuti più importanti tipo le chimiche farmaceutiche prendevano sottogamba l' impegno con la sua materia.

Allora mio padre buonanima ebbe l' idea di andare a parlare con il custode del giardino botanico. 
Disse che a Roma il personale non docente era la via più diretta per superare le difficoltà.
Gli manifestai i miei dubbi. 
A Bologna la mentalità è diversa. Feci presente .
E invece aveva ragione lui. 
Con il custode si capirono al volo. Si mostrò da subito molto collaborativo.
Disse che per la prova scritta non poteva fare molto.
Suggerì' l' espediente che molti studenti usavano. 
Una cartucciera da infilare sotto la giacca, era inverno, con la descrizione del ciclo delle piante che andavano per la maggiore.
Feci sforzi enormi per costruirla. Poi ovviamente non la usai.
Stessa cosa all' esame di stato.
Sempre per quella storia che il coraggio se uno non l' ha bla bla.
All' orale il professore si mostrò calmo. Non avanzò richieste particolari.
Papà tornò di nuovo dopo l' esame per ringraziare il custode.
Mi spiegò che i ringraziamenti vanno distribuiti metà prima e metà dopo.
Mai tutto prima sennò si rischia la beffa.
Il custode apprezzo' la cortesia.

In sintesi volevo dire che ieri Caravelli mi è sembrato concerned come suo solito. 
Forse un po' ingrassato.
L' agente brizzolato aveva un sorriso indecifrabile e a tratti teneva gli occhi bassi.

Il problema di essere comuni mortali è che si è troppo decifrabili.
Per non essere tipa da cartucciera ci ho rimesso diverse volte le penne nella vita.
Qadarullah. 


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Mario Colagreco at the OWO

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