sabato 30 maggio 2026

Normal life. Is that what you wanted?


È tempo di campagna elettorale nel mondo della cultura. L’idea di supportare un film come Linea di difesa appare particolarmente adatta alla volontà espressa da Crosetto di esaltare il ruolo del Ministero nella vita pubblico. Comunione d’intenti e tempismo. Che Del Brocco voglia una riconferma (magari per tre anni, non solo di uno) non è un mistero. mowmag

La parte difficile della missione è mettere d'accordo tutti senza scontentare nessuno.
A dispetto dell'apparente strategia corale in realtà ognuno tra i rappresentanti del governo vuole brillare di suo.

Linea di difesa sembra un'operazione in grado di oscurare l'imbarazzante fardello dell'alleanza con un governo responsabile della morte di più di settantamila civili e rispolverare l'immagine del comparto difesa-sicurezza che in tempo di guerre diffuse non ispira ancora abbastanza fiducia nella popolazione.
Potrebbe altresì raddrizzare l'impressione negativa generata dalle note vicende. Tante.

Ancora una volta i servizi segreti mantengono il controllo totale della narrazione così come era accaduto per la ricostruzione delle circostanze irachene che hanno visto protagonista il dottor Calipari.
Fiction e docufilm costituiscono alternative migliori. 
C'è sempre lo zampino dei vertici delle agenzie e del referente politico nella lavorazione. 
Ma anche ampio margine di scrittura lasciato ad autori esperti del genere.

Il ministro della guerra americano spesso di mattina presto va a fare flessioni con i suoi soldati e gli spiega la guerra con l'Iran.
Il ministro Crosetto ha adottato uno stile più all'italiana.

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