sabato 25 aprile 2026

Sana malumdur her halım

"Al che, seguendo la stessa logica del sospetto cara ai meloniani di più stretta osservanza", sottolinea sempre Valerio Valentini, "verrebbe da coltivare un dubbio senz’altro infondato: che questo licenziamento così comodo, questo maltrattamento di favore, derivi dal timore che Del Deo possa ricattare qualcuno anche dentro Palazzo Chigi… ma noi, dai, siamo sicuramente troppo maliziosi". Dagoreport

In un momento in cui gli sviluppi dell'indagine giudiziaria sono del tutto imprevedibili, una scelta di solidità era praticamente inevitabile. L. Fazzo il giornale

Caravelli sta al sottosegretario come Marshal Munir sta a Trump.

Con il senno di poi le incomprensioni presunte con generali e ministro della Difesa che avrebbero determinato la nomina a prefetto sono tornate utili.

Quindi solo lui e il suo sir kupu di blu vestito hanno i numeri che contano. E sono capaci di usarli.

Ricapitolando.

Il numero uno chiama il numero due dopo che Domani pubblica la notizia.

Meno male che è arrivata dopo l'operazione caccia all'analista dell'opposizione che ha visto il Natoli del caso immortalato a meno di tre metri di distanza dagli agenti del MIT. In tribunale hanno apprezzato.

L'altro numero uno, ovvero Parente, più che controllare avrebbe dovuto avere in tempo reale la certezza che tutto era stato fatto a norma.

L'ipotesi maliziosa se fondata renderebbe anche ragione del fatto che il signor Pignataro se lo è preso in casa senza apparentemente fare questioni.

L'impressione è che non ci sono al momento prove concrete delle responsabilità di Del Deo.
Di quelle che gli si potrebbero attribuire dalle carte.

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