domenica 5 aprile 2026

Productive denials


By centralising the Libyan file within the West Wing, Boulos is risking a familiar historical trap: the assumption that elite-level management can permanently side-lining the genuine aspirations of the Libyan people. For a public that has seen successive election dates dissolve into thin air, the “Boulos Doctrine” offers a cynical trade-off. It effectively replaces the slow-motion stagnation of the US State Department with a more streamlined, “efficient” form of managed decay. The fundamental risk remains unchanged: while the White House can easily broker contracts in European capitals, it cannot so easily govern a nation that is being systematically denied its voice. M. Fetouri The Arab Weekly


Non è un segreto che il sostegno alla road map di Boulus e dei Paesi interessati al raggiungimento della stabilità nel Mediterraneo, l'Italia è uno, fosse di natura formale più che di sostanza.

Se i libici vogliono la democrazia se la possono prendere. Le possibilità ci sono.

Però come notato dal capitano Traorè nella nota conferenza stampa la Libia è il classico esempio di Paese africano dove la democrazia non può attecchire a causa delle numerose problematiche legate a storia e carattere dei protagonisti.

L'idea di Boulos della unificazione delle istituzioni finanziarie e militari come potenziale catalizzatore dell'inizio di un processo politico che potrebbe portare anche ad elezioni è una alternativa da provare rispetto alla retorica delle nazioni unite che finora non ha portato risultati.

Che il ragionamento non sia esente da ostacoli lo sa perfettamente pure lui.

Il calcione rifilato all'indomani della riunione di Tunisi da Belqasem, o Bilgassim come lo chiama lui, è fisiologico nel contesto.

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