"The trouble is that there's been a tradition inKeir Starmer British foreign policy over a long period of time of appeasing Iran. And I think you see that reflected in this hesitancy to come out and make a clear statement of support for the American and Israeli positions." Sir Richard Dearlove
Che avrebbe avuto da guadagnare la Gran Bretagna nell' unirsi ad una avventura senza capo né coda. E senza alcuna base legale in grado di legittimarla.
Non è stato abbattuto il regime. Non è stato azzerato l' asse militare sciita.
Sono state poste le basi per un mini regime sul quale l' amministrazione americana attraverso i mediatori storici in Medio-Oriente può sperare di esercitare qualche margine di influenza.
Questa incertezza avrà ripercussioni nel breve e medio periodo su mercati e settore energetico.
Alla popolazione iraniana non è stata fornita alcuna garanzia.
C'è un presidente americano che ha sbattuto la porta alla diplomazia dopo quattro chiacchiere con un rampollo arabo e le insistenze di un capo di governo con un piede in tribunale e l' altro in campagna elettorale.
E che si fa imbambolare dal jet regalato da un ex rampollo .
La Gran Bretagna ha una tradizione politica nobile fatta di consistenza e coerenza.
Da un punto di vista strettamente tecnico la sicurezza interna inglese è già oberata di impegni sul fronte iraniano. Un coinvolgimento diretto del governo aumenterebbe minacce e carico di lavoro.
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Caduto nella trappola.
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