Within days of the war’s beginning,....his service would likely be able to galvanize the Iranian opposition igniting riots and other acts of rebellion that could even lead to the collapse of Iran’s government....Mr. Netanyahu adopted the plan. Despite doubts about its viability among senior American officials and some officials in other Israeli intelligence agencies, both he and President Trump seemed to embrace an optimistic outlook. nytimes
Si tratta una versione leggermente diversa da quella tradotta dal reportage di Channel 12.
E' da registrare il fatto che gli autori dell'articolo sono noti per presunte conoscenze all'interno delle agenzie americana e israeliana.
Barnea appare capro espiatorio.
Oppure ha ubbidito agli ordini del capo operando una forzatura sulla versione da presentare a Washington.
D'altra parte tra un paio di mesi chiuderà il mandato.
Se invece la versione del Nytimes corrisponde a verità verrebbe confermata l'impressione che il tassello di intelligence decisivo per realizzare l'operazione è stato fornito da una agenzia terza. O anche da più.
Quando un pezzo di intelligence viene veicolato attraverso canali diversi sottraendosi al vetting iniziale può subire variazioni interpretative significative.
Per arrivare a una conclusione come quella presentata da Barnea, anche oltre il perimetro d'intelligence, un direttore deve avere a disposizione analisti di livello.
L'infiltrazione sul territorio in un contesto simile non arriva a garantire conclusioni così nette.
Ultima ipotesi è che Barnea se ne è andato di capoccia. Succede anche ai migliori capi spioni.
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