Risalta nella giungla di biografie calate in rete in queste ore il ruolo di mediatore che Saif Al Islam avrebbe avuto in diverse questioni sia nel corso del regno del padre che dopo.
E la teoria prevalente sulle cause dell'uccisione sta proprio nel fatto di essere una specie di prezzemolino.
Anche a non raccogliere voti in una eventuale competizione elettorale avrebbe potuto dare fastidio in quella che in molti hanno già classificato come spartizione della Libia tra Haftar e Dbeibah.
Si tratta di una narrazione che ricorda molto da vicino la morte di Sheikh Abu Mariya la cui tempistica allo stesso modo di quella del rampollo libico sarebbe sospetta.
Abu Mariya amava esplorare le affinità anche in campo nemico. Per riassumere in maniera semplicistica.
I trafficoni, noi della terra delle caravelle così li chiamiamo, tornano utili in tempo di guerra.
Risultano scomodi quando appare la luce in fondo al tunnel.
Teorie complottiste a parte se nella Siria di Al Sharaa un Al Qahtani qualsiasi sarebbe inopportuno, della Libia che verrà rimane ancora il tunnel.

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