It is understood that Sir Richard has yet to be formally approached by anyone in the Foreign Office about the job, but privately he has made it clear that he does not wish to take up the opportunity. One source said: ‘People familiar with the situation say he is not looking to do it.’ dailymail
Chiunque prenda il posto di Lord Mandelsson deve vedersela innanzitutto con il destino precario del governo Starmer. Il che rende ancora più complicato il compito di interlocuzione con l'amministrazione Trump.
L'opposizione turca ha cavalcato l'onda dell'addio di sir Richard Moore insinuando che la scelta della Turchia per l'annuncio sul reclutamento delle spie russe, in realtà l'appello era rivolto ai cittadini di tutti i Paesi ostili, aveva il significato di classificarla come Paese vassallo.
Oltre al fatto che la Turchia per il direttore uscente ha rappresentato un importante passaggio nella propria vita sia affettiva che professionale va ricordato che il rapporto tra i due Paesi è stato cementato grazie al dialogo con Ibrahim Kalin attuale capo del MIT quando Moore era tornato in patria alla guida dell'agenzia.
La strategia per la Siria, così come la crescente presenza della Turchia ai tavoli di trattative per altre crisi, è nata in quei frangenti.
A proposito di Paesi vassalli sui giornali arabi dopo gli articoli del Newyorktimes e l'intervista chiarificatrice di Boulos, un non meglio identificato funzionario delle nazioni unite ha tenuto a chiarire che la mediazione di Boulos e in particolare l'incontro romano è cosa separata dal lavoro che sta portando avanti UNSMIL in Libia.
Non è una novità il fatto che le strategie americane puntino sulla dimensione finanziaria e commerciale delle dispute su territorio africano.
Ma se la speciale interlocuzione intavolata dall'inviato di Trump con Dbeibah portasse ad aggravare le crisi sul terreno libico l'Italia ha pronto un piano B?
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