La scelta del profilo adatto a questo tipo di missioni prende in considerazione due fattori. Che il soggetto sia in grado di portare a termine il compito assegnato e che, una volta riassegnato alla sua collocazione abituale, non vi siano strascichi che mettono in pericolo la sicurezza nazionale. Cosa che sarebbe appunto accaduta nella vicenda raccontata dal Times.
Un soggetto già mentalmente compromesso rappresenta l'opzione migliore nel contesto, purché ne sia stata valutata la gestione. Lascia perplessi quello che è accaduto in seguito. Avrebbe potuto uccidere chiunque o anche compiere una strage. Probabilmente qualche vuoto normativo non ha consentito di circoscrivere l'operazione.
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