The Iranian foreign minister thanked Italy for its stance and its condemnation of the Daesh terrorist attack on the holy Shrine of Shah Cheragh in the Iranian city of Shiraz and called on the international community to fulfill its responsibility in fighting the vicious phenomenon. mfa.ir
Se l'Iran avesse una legge antiterrorismo come quella italiana, o se la applicasse in maniera mirata, difficilmente sarebbe bastato un intenso lavoro diplomatico per giungere ad una rapida soluzione del caso. Le intenzioni e i pensieri di supporto espressi sui social al giorno d'oggi contano tanto quanto fucili e bombe.
Il punto fatto dalla Farnesina in fase iniziale aveva un suo fondamento.
Diverso è il caso di Abu Dhabi per il quale non si riescono a trovare evidenze o indizi sul fatto che questo sarebbe almeno in parte conseguenza di qualche misfatto della precedente gestione del ministero degli esteri. A fronte di una sentenza definitiva per la quale sarebbe stata offerto in via informale dal procuratore capo (persona seria e preparata) il dimezzamento della cifra da pagare per la scarcerazione, la via da percorrere è quella della richiesta di perdono e inclusione in una delle amnistie concesse in prossimità delle celebrazioni per la festa nazionale o del Ramadan. Se il tipo di reato commesso lo permette.
Non sembrano esserci le basi (e anzi è sconsigliabile farlo) per intrecciare una interlocuzione che comprenda dossier come quelli del mediterraneo allargato.
Nessun commento:
Posta un commento