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Tra pochi giorni inizierà il mio settimo anno in viaggio. Eppure quando mi guardo indietro, mi sembra ieri quando caricai il mio primo zaino sulle spalle, per raggiungere la terra dei miei sogni, l’Australia.
Al tempo avevo appena compiuto 24 anni, mentre oggi ne compio 30.
Mi ero ripromessa che a 30 anni mi sarei fermata, ed ora eccomi arrivata a questo giorno e mi chiedo “sono pronta a fermarmi?”.
No, affatto.
Questi anni sono stati i più belli della mia vita, i più vissuti, dove ho imparato e disimparato così tanto, dove ho incontrato popoli e amici meravigliosi, e dove ho scoperto le vera bellezza del nostro pianeta.
Il mondo e la sua gente mi ha regalato più di quanto potessi desiderare, giorno dopo giorno, anno dopo anno.
Mi sento carica di un energia che non riesco più a contenere solo per me stessa, ma sento il bisogno di doverla condividere con qualcun altro.
Per questo ho deciso di tornare in Pakistan.
Purtroppo un mese fa, una forte alluvione ha colpito il paese del mio cuore, e in più di 365.000 persone hanno perso la loro casa.
Non sono un muratore, non ho idea di come ricostruire una casa, ma anche i miei sogni un tempo mi sembravano impossibili.
Quando il mondo ti da tanto, arriva il momento di dare tu qualcosa al mondo.
“Esprimi un desiderio”. Mi ha urlato Haniieeh mentre soffiavo le candeline.
Questa volta non ci ho dovuto pensare, ho un sogno pronto nella testa e nel cuore.
Ricostruire un villaggio in Pakistan.
E sapete qual’e la cosa più assurda?
Che so già che…ci riuscirò
Qual e con l'apostrofo e senza accento. Peccati di gioventù.
Il viaggio è ricerca. La solitudine è riflessione.
Con l'età ci si accontenta della solitudine.
Il post ora in apparenza rimosso del padre, conferma l'impressione che si ha da vicende di simile tenore. Che almeno nelle fasi iniziali, non vi sono canali di comunicazione efficienti tra le istituzioni e le famiglie coinvolte. Uno sfogo sui social è da evitare in questi frangenti.
In attesa di capire cosa è successo a questa fanciulla.
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