martedì 15 gennaio 2019

Aquilotti

Un “porsi al servizio” che ci vede interpreti della tutela di un bene tra i più preziosi in ogni comunità, quello dell’ordine e della sicurezza pubblica. Una funzione che dobbiamo adempiere con onore e disciplina e che non tollera, in nessun caso, di essere piegata a interessi individuali. Solo così possiamo essere credibili, arricchendo con l’autorevolezza del nostro ruolo l’uniforme e i segni distintivi che, come mi piace ripetere, sono molto di più di un semplice capo di abbigliamento. Prefetto Franco Gabrielli





Il profilo Twitter della polizia di stato, ormai ridotto a clone o scimmiottatore di quello del ministro, è un pò il simbolo di questa nuova era.
Ogni governo usa il lavoro degli apparati di sicurezza per conquistare consensi.
I ministri degli esecutivi del PD hanno trovato in Daesh la loro gallina dalle uova d'oro.
La May nel bel mezzo di trattative agitate con l'unione ha fatto esibire il capo dell'MI5 in parlamento per dare i numeri sugli attentati sventati. Oggi è stata presa a pedate anche dai suoi MP con la complicità di quella vecchia volpe di Sir Richard Dearlove che ha inviato loro una bella letterina per terrorizzarli con gli effetti della Brexit sulla sicurezza nazionale.
La spettacolarizzazione alla fine rischia di rovinare il lavoro delle forze dell'ordine e dei servizi.
Di demotivare quegli uomini e quelle donne. E di ridicolizzarli anche.
Un boomerang per lo stesso governo.
C'è da tenere presente che la lega è arrivata al potere più che altro grazie ai sindacati di polizia di destra e alla base delle forze dell'ordine. Che sono una frazione della galassia sicurezza. Le vere menti pensanti sono altro.
Nel lungo periodo però, rischia di perdere anche l'appoggio del poliziotto di strada.
E la gente comune non sa che farsene di un terrorista in più in galera.
Manca ancora il lavoro e il costo della vita non scende.

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