giovedì 17 gennaio 2019

A lavorare

“As we continue to develop our operations in the Middle East, GCC and Africa, the unique backgrounds, experience and skills of each newly appointed member of our commercial team will further strengthen our commercial and business operations and drive our strategic initiatives in a new year of growth,” said Thierry Antinori, Emirates’ executive vice president and chief commercial officer. “Their experience will also be instrumental as we focus on executing many of our commercial initiatives to pursue revenue opportunities, improve margin performance, as well as capture new consumer segments.” Gulfnews


His Highness the Amir also issued Amiri Decision No 2 of 2019 appointing Akbar al-Baker as Secretary-General of the National Tourism Council and Hassan Abdulrahman al-Ibrahim as Assistant to the Secretary-General of the National Tourism Council. Gulftimes

«Falco sa che a 14 anni andrà in collegio in Svizzera a fare il liceo. Non può mica restare a Montecarlo a vita. Poi dopo il diploma verrà a lavorare con me. Se volesse fare l’università? Non ne vedo la ragione: sarò io formarlo. Se uno ha una vocazione deve essere libero di assecondarla, ma a me non serve un laureato, mi serve uno che porti avanti quello che ho costruito: se mi serve un commercialista o un avvocato lo chiamo e gli pago la parcella».Oggi

In teoria Briatore ha ragione.
Nathan è avvantaggiato dall'avere a disposizione un'attività ben avviata dal padre in un settore in cui esperienza e pratica contano molto. Una laurea però, può servire a mantenere uno stretto controllo proprio sulle consulenze esterne di tipo tecnico. La parcella non sempre è sufficiente a garantire risultati e onestà. La vita inoltre spesso riserva sorprese. Il pezzo di carta alla fine può tornare utile.

Puntare su giovani laureati che hanno maturato esperienza nel settore e nelle aree di riferimento è una mossa lungimirante da parte del gruppo Emirates alla luce della sempre più aggressiva strategia di espansione che gli Emirati Arabi hanno messo in campo in Africa e Medio-Oriente. Un'ulteriore dimostrazione del fatto che il calo dei profitti era più che giustificato da situazioni contingenti.
Lo sviluppo di un vero e proprio polo dell'aviazione, in collaborazione con il ministero degli esteri, permette di andare oltre l'ottica del turismo. Dubai è sempre all'avanguardia in campo diplomatico e commerciale.
Di ben altra natura invece, sembrano essere le mire e i problemi del Qatar.
Il rimpasto a pochi mesi dalla sua istituzione, sembra indicare che i rapporti tra il direttore della Qatar Airways e i ministri messi a capo del Consiglio del Turismo non erano proprio idilliaci . La produttività ne ha evidentemente fatto le spese.

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