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Non si capisce se le giornate di Sua Altezza sono di quarantotto ore oppure manda cloni per fare fronte ai tanti impegni che lo vedono protagonista a seconda del ruolo ricoperto.
Due dati interessanti sono emersi negli ultimi giorni a proposito di Dubai.
Quasi dodici milioni di visitatori registrati alla fine di Settembre del 2018 come era accaduto lo scorso anno nello stesso periodo. Un boom dalla Russia e un discreto incremento dalla Cina e dalla Germania. Lieve calo percentuale dai vicini del Golfo.
Difficile credere, come invece ha tenuto a sottolineare il direttore del comparto turistico, che le facilitazioni sul rilascio dei visti porteranno ad un incremento significativo delle presenze.
Uno snodo importante come Dubai non può accontentarsi di fare pari da un anno all'altro.
Inoltre ad una riunione dello Strategic Affairs Council, di cui ovviamente Sheikh Ahmed bin Saeed è membro, si è parlato di aprire ai privati la partecipazione nella costruzione dei parchi (non più del 25%). Business che nell'ambito delle infrastrutture fino a qualche anno fa era ritenuto molto redditizio.
Si ha la sensazione che l'enfasi posta nell'annunciare i risultati della Emirates (forte calo dei profitti) sia servita a mascherare uno stato d'incertezza generale sullo stato di salute di Dubai che sembra cagionevole in più settori.
Questa volta Abu Dhabi potrebbe non accontentarsi di saldare i debiti e intestarsi un grattacielo.
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