giovedì 13 dicembre 2018

Disagreements

وأضاف أن الخلافات تتمثل بدعوة قيادة “تحرير الشام” لنظيرتها في “الجبهة الوطنية” للدخول في الهيئة التأسيسية لـ”حكومة الإنقاذ” ومن ثم مشاركتهم في الحكومةenabbaladi


Kara and other “quietist” Salafists, including some who have fought for Haftar, tend to respect the authority in power. By contrast, Badi and other Islamist-leaning figures cast themselves as militant defenders of the revolution. “Their (armed group) leaders protected the government and now control it. They rob the government,” Badi told Reuters.reuters

Tomo tomo cacchio cacchio Al Joulani, attraverso il governo di salvezza nazionale e le amministrazioni locali, ha consolidato nel nord della Siria la rete di controllo che Hayat Tahrir ha stabilito sulle risorse economiche del territorio. Petrolio, frumento, tasse sui beni di consumo, ostaggi, aiuti umanitari. Ha realizzato un salto di qualità rispetto all'ingresso in Siria con Al Qaeda. Non c'è transito o materiale da cui il comandante e i suoi non riescano a trarre profitto.
La disputa che va avanti da settimane ormai, con l'esercito sostenuto dalla Turchia, ruota appunto attorno ad interessi economici e finanziari. Un ingresso nel governo di appartenenti al National Liberation Front toglierebbe ad Hayat Tahrir una parte importante di sfera di controllo sulle risorse.
Per parte sua NLF, anche se numericamente superiore, cerca di evitare lo scontro finale perchè sa di non potercela fare. La Turchia ha rafforzato e compattato i vari gruppi del Free Syrian Army che ha costruito nel tempo, ma non li ha mai messi nelle condizioni di acquisire quel grado di autonomia necessario a renderli pericolosi.
Quello che è difficile comprendere dello scenario tripolino, è se le milizie hanno un simile grado di malleabilità. In questo caso Qatar e Turchia potrebbero essere gli unici in grado di spianare la strada ad un processo politico senza eccessivi spargimenti di sangue. Alla fine rimarrebbe solo un problema di accordo tra backers stranieri e realtà locale.

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