“We had to ask the tech companies to crack down because we were watching ISIS use the internet to build a very large threat, and more than just propaganda; they were actively using it to direct operations.”
“Having this data is of obvious benefit to us all,” he said. “But letting anyone access the data at any time is not politically welcome at this time.” buzzfeed
Landis non è un esperto.
E' uno che sa vendere bene l'immagine di Assad.
Infatti spesso trova spazio su determinate testate italiane.
Attualmente il problema è proprio quello di distinguere tra studiosi, propagandisti e giovani in cerca di visibilità. In molti sui social si "travestono" da esperti.
Analisi e commento fanno la differenza. Ostaeyen è uno dei pochi che fa delle osservazioni interessanti e segue uno scenario, quello belga, molto sottovalutato.
Gli altri si limitano a catalogare la documentazione disponibile.
Per Daesh la propaganda è ancora di fondamentale importanza, ma chiudere o restringere i siti non risolverebbe il problema. Su internet tutto si rigenera.
Gli altri gruppi in Siria invece vanno alla ricerca di idee per orientarsi verso il cambiamento ideologico e politico. Tengono d'occhio social, blog e forum per individuare le tematiche che possono stimolare il dibattito interno. Agganciano ricercatori e giornalisti per diffondere il loro punto di vista.
Alla fine però, contano i referenti internazionali e il sostegno economico che possono ricevere.
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