An Emirati had reported to the Public Prosecution that the man was acting suspiciously, asking sensitive questions about some sensitive departments, and seeking to gather classified information on the UAE. gulfnews 27 sept 2018
Matthew Hedges, a 31-year-old PhD student at Durham University, attended his second hearing at an Abu Dhabi court on Wednesday, which was adjourned until October 24. His wife, Daniela Tejada, said the family had received no information about the charges against him.
Mr Hedges’ research touched on delicate topics, such as the UAE military and the Saudi-led coalition’s war against rebels allied to Iran in Yemen, in which the UAE is a leading participant.
Matthew Hedges, a 31-year-old PhD student at Durham University, attended his second hearing at an Abu Dhabi court on Wednesday, which was adjourned until October 24. His wife, Daniela Tejada, said the family had received no information about the charges against him. ft 11 october
Diceva la fidanzata di Khashoggi, che ha famiglia in Oman e ci ha lavorato, che certe cose nel Sultanato non accadono perchè Sua Maestà ha creato un'atmosfera di pace e moderazione.
Tutto ciò è in parte vero. L'Oman è per molti aspetti un modello molto vicino alle cosiddette democrazie occidentali.
La vera vittoria di Sultan Qaboos è stata quella di cambiare la mentalità della gente.
Soprattutto nelle aree rurali. Rimangono comunque fortemente radicati i meccanismi tribali.
Ma gli omaniti si sono aperti al mondo e al cambiamento molto più dei loro vicini.
Certe vicende oscure però, che vedono protagonisti gli apparati di sicurezza, si verificano anche nel Sultanato. Non in maniera eclatante forse. E non hanno risalto perché l'Oman non ha in apparenza rilevanza internazionale. Ma di brutte cose ne accadono.
Tra le amicizie che avevo in Oman in epoca antecedente alle primavere arabe c'erano molti intellettuali considerati dissidenti che polemizzavano attraverso la stampa sia locale che straniera. Alcuni lavoravano anche per il ministero dell'informazione e quando scoppiarono le proteste (in maniera limitata rispetto al resto della regione e comunque non contro Sua Maestà ma per denunciare il sistema di potere occulto e di corruzione che tramava anche contro il Sultano) vennero arrestati.
E' possibile che abbiano effettuato controlli su di me.
Il che sarebbe stata cosa sensata e legittima.
Però non ho mai avuto problemi. Né mi è mai stato contestato alcunché.
Si trattava in fondo di semplici frequentazioni.
C'è molta esagerazione nelle storie che circolano sulla stampa occidentale.
E' comunque buona regola, anche quando si è visitatori privilegiati e cioè occidentali (i residenti provenienti da altre aree medio-orientali vengono tenuti sotto stretto controllo e schedati anche con l'aiuto dei servizi segreti dei loro Paesi) fare estrema attenzione a cosa si dice e con chi si entra in contatto.
L'informatore della polizia può essere il vicino o il collega d'ufficio.
E informazioni sensibili possono essere ritenute anche le chiacchiere sulla famiglia reale che si fanno nelle riunioni tra amici.
La storia del giovane ricercatore che in maniera disincantata, senza evidentemente essere stato prima introdotto da rappresentanti locali del governo o dell'università inglese, se ne va in giro a chiedere lumi su una guerra che vede gli emirati sul banco degli accusati, è poco convincente.
Qualsiasi possa essere la verità, non è un caso che si risolverà tanto facilmente e metterà a dura prova le relazioni tra i due Paesi.
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