martedì 3 luglio 2018

But my home is the lowlands

Incrociando fonti libiche e italiane, HuffPost può ricostruire il passaggio cruciale che ha convinto Haftar, e le milizie che lo sostengono, che Roma era dall'altro lato della barricata: quel passaggio è la recente missione a Tripoli del ministro dell'Interno e vice premier Matteo Salvini.
De Giovannangeli

Gli attivisti anti-Haftar e la Muslim Brotherhood in rete si riconoscono dall'uso frequente e sprezzante del termine "militias" in riferimento al libyan national army.
Il LNA è un esercito in piena regola.
Non riconosciuto a livello internazionale, ma organizzato e addestrato in Giordania.
Le milizie sono piuttosto quelle bande criminali al servizio del governo di Tripoli o di gruppi all'interno di esso. Non sono nemmeno lontanamente paragonabili alle fazioni di ribelli e jihadisti presenti in Siria. Non hanno obiettivi comuni e spirito di sacrificio nel nome di Allah.
Per questo motivo non riescono ad unirsi in maniera stabile.
Le guide spirituali sulle quali fanno affidamento sono un semplice mezzo per tenere buoni i componenti del momento e non tanto per motivarli alla salvaguardia della libia.
I Paesi stranieri che li finanziano non pretendono più di tanto.
Il Qatar e la Turchia non hanno impostato un discorso strutturato, come è stato fatto in passato con Free Syrian Army e Nusra, che oggi sono diventati veri e propri eserciti a dispetto delle beghe interne. Le milizie sono semplicemente gruppi più o meno grandi al soldo del migliore offerente.

L'impressione che si ha, attraverso media e social, è che ci sia un'ala all'interno della Farnesina o del governo, che ha visto nel nuovo corso politico un'occasione per dare forma alle proprie velleità in un'ottica di scontro con la Francia. Solo così si può spiegare il comportamento irrazionale dell'Italia in libia. E' difficile credere che l'Aise, o per lo meno la parte rappresentativa dell'agenzia, creda in una esclusione di Haftar e in un rapporto conflittuale con Francia, Emirati ed Egitto che lo supportano a fasi alterne.
Non è che ci volesse molto per convincere Marshal Haftar che l'ostilità nei suoi confronti sia parte del piano. Si tratta però di una strategia scellerata che non tiene conto dell'interesse nazionale italiano nel suo complesso.

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