martedì 6 marzo 2018

Quelli che la stampella

L'aggressiva campagna d'influenza messa in atto sui social dai fedelissimi del segretario del PD (politici e giornalisti) per cercare di spegnere sul nascere qualsiasi tipo d'iniziativa posta in essere dal gruppo di parlamentari che invece sarebbero disposti a negoziare con i grillini, è di per se poco lungimirante perché manca di una visione d'insieme.
Difficilmente il governo che verrà durerà molto.
E sarà ancora più difficile che il partito democratico riesca ad impostare una strategia in grado di fargli riguadagnare alla prossima tornata elettorale i voti perduti.
Un orientamento simile si è già mostrato fallimentare nel corso della recente campagna elettorale improntata principalmente alla demolizione dell'avversario.
Costituirebbe inoltre solo un intralcio per l'imminente processo di nomina dei presidenti delle camere strettamente legato alla formazione del governo.
La strategia di Renzi nella migliore delle ipotesi porterebbe il PD a non superare nemmeno il 15% al prossimo turno elettorale.
Fare da stampella non è la stessa cosa che essere un supporto per raggiungere un obiettivo comune.
Quando si inizia una trattativa  con la controparte in vista di una partnership, si stabilisce un perimetro operativo favorevole ad entrambi. Si è perfettamente in grado quindi, di scegliere se fare da supporto piuttosto che essere stampella.
Se Renzi e i suoi non vogliono proprio prendere in considerazione l'idea di entrare in una coalizione con i grillini per il bene del Paese, dovrebbero almeno tenere presente che nelle condizioni attuali (dopo una sconfitta pesante e con un partito diviso) il Pd avrebbe tutto da guadagnare a fare da supporto ad un partito che ha bisogno di aiuto per passare dall'ottica del movimento anti-sistema a quello di forza di governo, e con il quale può compiere un percorso produttivo, anche di media durata, i cui risultati consentirebbero di riguadagnare consensi anche al di fuori del proprio elettorato.

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