JERUSALEM (Reuters) - Prime Minister Benjamin Netanyahu said on Wednesday Israeli intelligence services had prevented the downing of an “Australian airliner” as part of wide-ranging international intelligence-sharing but gave no details.
La stampa israeliana ha poi elaborato sui dettagli.
L'aspetto curioso del resoconto fatto dal primo ministro israeliano nel corso di un convegno a Tel Aviv la scorsa settimana, è che parrebbe trattarsi dello stesso attentato sventato, secondo quanto riferito lo scorso anno dal ministro dell'interno libanese Machnouk, dal direttorato libanese.
Le autorità australiane in questi mesi si sono tenute sempre sul vago.
Hanno parlato di una serie di attacchi sventati in collaborazione con agenzie estere.
Questo particolare attentato vedeva il coinvolgimento di quattro ragazzi australiani che volevano far saltare in aria un volo tra Abu Dhabi e Sidney e sarebbe stato pianificato dalla Siria dove uno di loro combatte tra le fila di Daesh.
La rivelazione fu fatta nei giorni in cui Saad Hariri si apprestava ad andare a Washington.
Viaggio come sempre magistralmente anticipato da una intensa campagna mediatica accompagnata dai bombardamenti dei campi di addestramento di Daesh e dall'operazione di evacuazione di Arsal.
Il primo ministro è solito far precedere i suoi incontri istituzionali all'estero da una sapiente narrazione che dà l'idea di come il Libano abbia bisogno di finanziamenti e aiuti militari ma sia comunque perfettamente in grado di gestire le emergenze. E' di fondamentale importanza, nell'implementazione di questa strategia, il supporto fornito dal ministro dell'interno e dal generale Ibrahim che si coordinano con grande armonia.
E secondo la stampa degli Hezbollah sarebbe stato lo stesso Hariri, nel corso delle indagini sul recente attentato di Sidon nel quale venne ferito un esponente di Hamas, a gestire con l'intelligence turca l'operazione che ha permesso di individuare ed estradare i perpetratori, in parte rifugiatisi in Turchia, che sarebbero stati al soldo del Mossad.
Il ministro Machnouk nell'occasione riservò una dura reprimenda ad Israele e all'intelligence, con tanto di comunicato sul sito del ministero e tweet in serie dal proprio profilo, che contribuì ad infiammare l'arena virtuale libanese.
Come spesso accade per eventi di questa portata, l'attentato tra Sidney e Abu Dhabi è stato evidentemente sventato grazie al contributo informativo di varie agenzie di intelligence.
In questi giorni Netanyahu, sotto pressione per un'altra inchiesta giudiziaria che lo vede protagonista ma comunque sempre convinto di poterne uscire a testa alta, ha cercato di ricondurre la dialettica politica su altri campi.
Il prossimo lunedì è atteso a Washington assieme al direttore del Mossad. La questione iraniana rimane tra le priorità.
Nel frattempo, a ribadire l'importanza del legame tra Hezbollah e Iran, ieri sugli scaffali delle librerie libanesi è comparso il libro biografia di Qassem Suleimani, tradotto per la prima volta in arabo. Si tratta del resoconto delle guerre che hanno coinvolto l'Iran negli ultimi decenni e contiene, oltre alla prefazione curata proprio dal comandante delle Quds Force, ampi stralci scritti dal generale Soleimani.

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