La nascita di un gruppo qaedista i cui vertici sono composti da irriducibili di Al Qaeda e fedelisimi di Zawahiri (Julaybib, Abu Hammam, Uraydi) non a caso è stata annunciata nel corso della nottata.
تنظيم حرالدين si propone di essere la branca siriana di Al Qaeda e per farlo deve attingere a quello che è ancora il suo forziere naturale. Hayat Tahrir al Sham che ieri batteva in ritirata su molti fronti.
Si presenta come un gruppo agguerrito ma piccolo che mira all'obiettivo di costruire una base salda in Siria. Per il momento non dovrebbe destare particolari preoccupazioni.
Meno preoccupato del previsto sarebbe Abu Mohammed Al Julani che, dopo una rocambolesca fuga tra Aleppo e Idlib, si troverebbe ora in un rifugio sicuro a Darkoush al confine con la Turchia.
Dopo aver riconquistato molti villaggi nella giornata odierna, starebbe pensando a come riorganizzare il gruppo. Il versante occidentale e la Latakia sono le sponde più accessibili.
Alcuni uomini hanno tentato la fuga in Turchia. Altri sono rimasti grazie ad un'intensa opera di convincimento fatta dagli imam del gruppo. Ha riscosso molto successo il messaggio di Shaykh Abu Qatada che, pur non essendo parte di Hayat Tahrir e vivendo in Giordania, ha comunque un forte ascendente.
Vista la situazione attuale in Siria, molto più complessa rispetto ai primi anni di guerra, appare chiaro che se Al Julani vuole sopravvivere deve cercare uno sponsor tra i governi dei Paesi impegnati in Siria. L'opzione più naturale è la Turchia. Deve però entrare in competizione con Jabhat Tahrir Surya che al momento è la formazione sulla quale Erdogan può contare. Un intervento del Qatar potrebbe essere d'aiuto. Ma ben più importante è offrire una contropartita. Mettersi al servizio delle operazioni in corso e garantire lo smembramento dei gruppi estremisti, in particolare la Al Qaeda locale, potrebbero essere alcune delle questioni da mettere sul tavolo delle trattative.

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