sabato 27 gennaio 2018

Spunta un leghista

"i miliziani lo avrebbero rintracciato in un villaggio ubicato in una zona non meglio definitiva della Siria, posta al confine con la Turchia, e trattenuto contro la sua volontà dopo averlo condotto in un luogo montuoso non meglio definito, perché ritenuto una spia e, comunque, per poterlo eventualmente utilizzare nella mediazione di scambio di prigionieri con le truppe governative siriane o per chiedere un riscatto alle autorità italiane" - rainews

Non poteva scegliere periodo peggiore per andare in Siria.
A ridosso della disfatta di Aleppo.
I passaggi non sono molto chiari.
Pare di capire che però non sia stato chiesto un riscatto.
Dalla fine del 2016 ci sono stati parecchi scambi.
Invece di andare dal solito Mamlouk, visto l'insuccesso di Tillerson e Trump per Tice, si potrebbe tentare la carta Eni-Hariri. Dall'intervento fatto a Davos pare che il giovane primo ministro sia proprio deciso per il momento a tenersi stretti sia Hezbollah che iraniani. Il corridoio verso Assad.
Se è con i ribelli o gli jihadisti bisogna ragionare prima di mettere mano al portafoglio.
E affidarsi alla gente giusta.
Allahu ahlam.

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