In 2014, Sani traveled to the Gulf to obtain funding and supplies.
In mid-2011, the Taliban was paid 10 million Euros for the release of hostages that the Taliban was holding. The Taliban arranged for money to be deposited into an account at an Afghan bank in Qandahar, Afghanistan. The account, which ultimately belonged to Ishakzai, was held in a false name. Popalzai traveled to Qandahar City to retrieve the money and return to Quetta, Pakistan to give the money to Ishakzai.
In addition to, and separately from, his activities for the Haqqani Network, Hamidi has also been involved for years in coordinating travel and smuggling activity, to include working with an Iran-based smuggler regarding the travel of persons from Afghanistan to Europe in late 2017.
In October 2014, Hamidi’s facilitation network coordinated the travel of al Qa’ida and Tehrik-e Taliban Pakistan associates to Turkey, and in late 2013, Hamidi facilitated the movement of two groups of foreign fighters to Turkey from Pakistan.
A metà del 2011 furono liberati due giornalisti francesi e un gruppo di ingegneri turchi. Ma sono tante le vicende di rapimenti che non vengono rese note attraverso i canali ufficiali.
Mullah Sani, un fedelissimo di Mullah Mansour, è stato arrestato in Pakistan un paio d'anni fa.
Alla fine dello scorso anno era in predicato di tornare libero nell'ambito delle trattative che hanno portato alla liberazione della famiglia canadese, ma anche in relazione all'ennesimo tavolo di colloqui previsto in questi giorni.
Colloqui dei quali dovrebbe fare parte anche la Cina, che ha in queste ore smentito l'intenzione di costruire una base militare nel Nord dell'Afghanistan, ma che ha comunque interesse a scongiurare le insidie derivanti dallo sviluppo di una consolidata rete di Uighuri. Ha inoltre bisogno dello snodo afghano per implementare i propri traffici commerciali.
A dispetto dell'enorme capacità mostrata in fase di emergenza dagli apparati di sicurezza afghani, la strage odierna a Kabul e l'attentato di Helmand hanno confermato come il problema sul terreno siano il mancato coordinamento e lo scambio di informazioni. Tutti i gruppi terroristici riescono a muoversi con estrema facilità. La disponibilità di uomini e mezzi, provenienti da vari Paesi e da istituzioni sia governative che private, risulta inutile quando la gestione amministrativa locale manca di strategia e gli attori internazionali non riescono ad amalgamarsi attorno ad interessi comuni.
Il bagaglio informativo fornito dalle recenti designazioni del dipartimento del tesoro americano ha completato un quadro che in parte era già conosciuto. Vi sono flussi di denaro enormi di provenienza insospettabile e collegamenti tra i più disparati network terroristici. Dall'Europa all'Iran. Da Al Qaeda a Daesh.
Le sanzioni e l'intervento militare svolgono un ruolo di indubbia importanza.
Ma senza un buon governo in grado di richiamare la collaborazione fattiva della popolazione e l'interesse dei talebani seriamente intenzionati a lasciare la via della violenza, la situazione generale non muterà in maniera significativa. I negoziati devono essere condotti da mediatori esperti incaricati di raggiungere obiettivi realizzabili. Fondamentale risulta essere anche l'apporto internazionale che deve mettere da parte il più possibile i propri interessi particolari e aiutare lo sviluppo della regione nel suo complesso.


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