sabato 30 dicembre 2017

# ایران

A major oil pipeline was blown up in Omidiyeh region of occupied Ahvaz, Iran using explosives by the Mujahideen of Ahwāz Martyrs Brigade of Ansār al-Furqān in their first ever operation in the land of Martyrs; Ahvaz. This operation was conducted to inflict losses on the economy of criminal Iranian Regime. And all praises are due to Allah, the lord of the worlds. 


I gruppi jihadisti da tempo hanno adottato la tattica di inserirsi in contesti dove monta la protesta per accreditarsi verso potenziali reclute e finanziatori. La notizia dell'attacco al gasdotto di Ahvaz è ancora da verificare. Ansar al Furqan è un gruppo di marca qaedista tenuto abbastanza agevolmente sotto controllo.

Un attentato del genere sarebbe indicativo di quanto sta accadendo realmente in Iran.
Anche se iniziano ad arrivare notizie circa uccisioni da parte della polizia, non è ancora chiara la portata dell'evento e come esso abbia avuto origine. Abbiamo visto venire giù il poster di Haji Qasem, ma nel contesto è anche cosa normale. Indubbiamente cova da tempo il disagio causato dalle deboli politiche economiche messe in atto dal governo ma se la protesta fosse nata dall'opposizione politica, potrebbe avere sbocchi diversi dai soliti rally finiti nel giro di pochi giorni. Di sicuro c'è solo il ruolo giocato da Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti che hanno intensificato da tempo le loro azioni di disturbo. In attesa che l'establishment iraniano si faccia sentire, per il momento ci sono state solo lamentele attraverso i social di ministri che hanno denunciato le interferenze straniere e il palcoscenico offerto da Twitter e Telegram a quelli che loro chiamano estremisti.
Sarà interessante vedere anche come si muoveranno alcuni italiani noti su media e social che, legati in qualche modo al governo iraniano o residenti in quel Paese, svolgono in maniera assidua attività di propaganda .

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