sabato 26 aprile 2014
Cose
Vi ci vedete ad aprire centotrentasei diverse app per leggere tutte queste notizie? Non sarebbe meglio un unico posto per gestire il flusso?
panorama
Popolo di poeti ma poco pratici.
Quando un paio di mesi fa Google acquisì Nest per qualche spicciolo, circa tre miliardi di dollari e rotti, mi figurai il direttore della polizia postale che ci chiedeva di comprare termostati per potenziare la sicurezza telematica.
Un incubo che potrebbe diventare realtà.
The internet of things è una cosa bellissima di per se.
E lo sarebbe ancor più se vivessimo in un pianeta dove tutto si svolge secondo le regole.
Purtroppo non è così.
Lo spesone di Google si spiega innanzitutto con l'enorme mole di dati che una rete energetica fornisce.
Qui in Europa Nest ha un discreto mercato in Inghilterra.
In Italia credo sia acquistabile presso Amazon.
In America serve un circuito molto sviluppato.
Tempo fa due giornalisti riuscirono ad introdursi in una griglia elettrica, con degli elementi trovati attraverso Google.
Le chiavi di accesso ad una rete energetica possono gettare un Paese in ginocchio.
Se un malware colpisce un reticolo, il gioco è fatto.,
Si è avuta notizia giorni fa di un'estorsione via web praticata a tre aziende Svizzere e una di queste aveva deciso di pagare.
Il ransomware è un fenomeno criminale per il quale disponiamo ancora di pochi dati perchè molti appunto non denunciano alle autorità preposte nè chiedono aiuto alle compagnie che curano la sicurezza privata.
L'internet delle cose è suo degno compare.
Se i dati delle pubbliche amministrazioni, delle aziende sanitarie attraverso analisi o apparecchi di controllo, cadessero nelle mani sbagliate, regnerebbe il caos.
Il focus, prima che sulla meraviglia delle novità tecnologiche, deve essere sempre sulla sicurezza e sull'affidabilità dei gestori.
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